Bahrain Telegraph - Per le imprese quasi un'assunzione su due è difficile da coprire

Per le imprese quasi un'assunzione su due è difficile da coprire
Per le imprese quasi un'assunzione su due è difficile da coprire

Per le imprese quasi un'assunzione su due è difficile da coprire

Report Cnel-Unioncamere, potenziale inutilizzato soprattutto tra donne

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Nel primo semestre del 2026 le imprese italiane hanno programmato 2 milioni e 869 mila assunzioni, ma nel 44,8% dei casi prevedono difficoltà nel reperire il personale necessario. Allo stesso tempo, milioni di persone rimangono ai margini del mercato del lavoro. Il più ampio bacino occupazionale inutilizzato non è costituito soltanto dai disoccupati, ma coinvolge le "forze di lavoro potenziali" e gli inattivi, tra i quali le donne sono quasi 15 milioni, circa cinque milioni in più degli uomini. E' il paradosso messo in evidenza dal terzo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia, realizzato da Cnel e Unioncamere con la collaborazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell'Istat e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Dal rapporto emerge che la domanda di lavoro si concentra nei servizi e piccole imprese: nel primo semestre il settore dei servizi concentra circa il 72% delle entrate programmate e le micro e piccole imprese prevedono complessivamente oltre 1,8 milioni di assunzioni, confermandosi una componente decisiva della domanda di lavoro del Paese. Emerge poi che il principale potenziale occupazionale è fuori dal mercato del lavoro e che molte assunzioni servono a sostituire chi lascia il lavoro. "Il Rapporto mette in evidenza un paradosso che il Paese non può più permettersi: le imprese cercano lavoratori e spesso non riescono a trovarli, mentre milioni di persone che potrebbero contribuire alla crescita rimangono fuori dal mercato del lavoro. L'Italia non soffre soltanto di una carenza di competenze, ma di una grave difficoltà nel far incontrare le opportunità offerte dalle imprese con le persone disponibili o potenzialmente disponibili a lavorare", afferma il presidente del Cnel Renato Brunetta. "I dati del Rapporto confermano l'urgenza di risposte concrete per sostenere il nostro sistema produttivo, in quanto la difficoltà di reperire personale rappresenta un freno concreto alla crescita e allo sviluppo del Paese", commenta Andrea Prete, presidente di Unioncamere.

X.al-Nasser--BT