Arbitri: Di Cintio, 'fuori luogo parlare di una nuova Calciopoli'
Esperto diritto sportivo: 'per ripartire direttori di gara capaci di reggere la pressione'
"Non ci sono gli elementi per parlare di frode sportiva, mi sembra una vicenda interna al mondo arbitrale, non capisco chi possa averne tratto un vantaggio". Ne è convinto l'avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo, nella nuova puntata del podcast "Sette Vite" di Hoara Borselli, a proposito dell'inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano. "Credo sia fuori luogo ipotizzare una nuova Calciopoli, ci sono tante differenze, qui non sono coinvolti né club né i vertici federali. Non vedo elementi di dolo in quanto è emerso - prosegue Di Cintio - è giusto che la Procura faccia i suoi approfondimenti, poi arriverà a decidere se chiedere il rinvio a giudizio o proporre l'archiviazione". Di Cintio è stato arbitro fino alla Serie C nei primi anni del Duemila. "Un'esperienza di cui vado orgoglioso. Ho avuto la fortuna di arrivare al professionismo, sono stato compagno di Rocchi e Gervasoni, ho il ricordo di due persone lineari e integerrime. Il ruolo del designatore è molto delicato - spiega il legale bergamasco, che è anche consigliere comunale della sua città - non sempre si riesce a mandare la persona giusta alla partita giusta: non è solo questione tecnica, ma anche comportamentale. L'abilità dell'organo tecnico sta nell'individuare un arbitro capace e in grado di reggere la pressione ambientale. Non dimentichiamo - aggiunge - che l'arbitro è un essere umano, che vive le tensioni come tutti noi e sbaglia come tutti noi: è un elemento importante del nostro sistema e deve essere tutelato". Il Var, secondo Di Cintio, non ha portato solo benefici. "Purtroppo ha deresponsabilizzato gli arbitri. Oggi si ricorre al mezzo elettronico troppo facilmente. Tornare indietro non possiamo, ma ridefinire il perimetro dell'utilizzo del Var sì. Oggi il ricorso che ne facciamo è eccessivo. Il sorteggio? Ci credo poco, verrebbe a mancare la funzione principale del designatore. Per il sorteggio dovremmo - conclude l'esperto di diritto sportivo - avere quaranta arbitri dello stesso livello, e questo palesemente ci manca".
K.al-Fadhala--BT