Elena Sofia Ricci 'ancora l'orrore delle guerre, l'uomo non ha memoria'
L'attrice al Bif, "vorrei fare un film mio, ma non mi viene permesso"
(di Isabella Maselli) Gli orrori della guerra, "di cui sembra abbastanza evidente che l'uomo non abbia conservato alcuna memoria", l'amore "necessario" in un mondo in cui "ci stanno togliendo anche la speranza in un futuro migliore" e poi l'appello ai giovani a "scappare dalle relazioni tossiche". L'incontro di cinema nel teatro Petruzzelli di Bari con l'attrice Elena Sofia Ricci, premio Bif&st 'Arte del cinema', è stato anche un'occasione di denuncia, stimolato dal film 'La farfalla impazzita' di Kiko Rosati, proiettato prima dell'incontro con il pubblico, in cui lei interpreta Giulia Spizzichino, ebrea romana segnata dalle deportazioni e dalla strage delle Fosse Ardeatine. "Vediamo ovunque - ha detto - quello che è stato fatto al popolo ebraico durante la guerra. Adesso altri popoli, compreso quello, lo perpetrano su altri popoli. È terribilmente doloroso, è possibile che non abbiamo imparato niente dalla storia? Quello che sta succedendo è veramente sconvolgente, agghiacciante". A margine, parlando del futuro della sua carriera, l'attrice ha rivelato di voler "tanto fare un film mio, vorrei raccontare una storia molto importante. Spero di farlo, ma non mi viene permesso, perché è un po' scottante la materia, psicopatologica, un thrillerone". Sul palco del Petruzzelli, l'attrice ha raccontato alcuni dei personaggi interpretati nel corso della sua carriera, da Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone, alla scienziata Rita Levi Montalcini a Veronica Lario, ex moglie di Silvio Berlusconi. "È bellissimo questo mestiere, - ha detto - perché quando interpreti un personaggio, devi metterti nei suoi veri panni, diventare un po' l'altra e ogni volta scopri delle cose di te che non sapevi". Il film di Sorrentino, in cui ha interpretato Veronica Lario, "l'ho molto molto amato, - ha rivelato - perché parla della fragilità e del dolore per un amore finito, che è lo stesso dolore di tutti gli uomini e le donne". Quindi il messaggio agli studenti in platea: "Quando si incontrano personalità narcisistiche, patologiche, aggressive, e non serve che volino schiaffi perché anche le parole possono uccidere, state molto attenti, bisogna scappare, non confondere quello con l'amore". Non sono mancati riferimenti al suo rapporto con Bari, di cui l'attrice toscana ha riprodotto un perfetto accento recitando un "Dante barese", eredità della sua prof di letteratura. Ma che è anche la città dove vive sua sorella Elisa Barrucchieri, ballerina che ha curato per anni il corteo storico di San Nicola. Non ultima, la sua ritrovata passione per la danza. "Ballate - ha detto - è liberatorio, per sentirsi leggeri e profondamente liberi, sentire di poter volare. Non ci resta che questo: amare e ballare".
T.al-Wazzan--BT