Bahrain Telegraph - >>>ANSA/Il Met sfida le polemiche con una mostra su John Galliano

>>>ANSA/Il Met sfida le polemiche con una mostra su John Galliano
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Il Costume Institute riapre il caso sullo stilista all'indice per gli inni a Hitler

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(di Alessandra Baldini) Dopo le polemiche legate all'ultimo gala sponsorizzato da Jeff Bezos, il Costume Institute del Met torna a far discutere per la prossima mostra di primavera: sarà John Galliano, lo stilista licenziato da Dior nel 2011 per un'invettiva antisemita in un bar parigino, al centro della grande rassegna considerata il principale evento cultural-mondano della moda globale. Ogni anno il museo a primavera punta i riflettori su un grande tema o su un singolo stilista: dopo Yves Saint Laurent nel 1983 e Rei Kawakubo nel 2017, Galliano sarà soltanto il terzo couturier vivente a cui in decenni il Met ha dedicato una rassegna. Ma questa non è l'unica novità: secondo il New York Times, dopo la chiusura al Met in gennaio la mostra potrebbe passare ad altri musei, un raro onore per il Costume Institute. La scelta di Galliano è stata preceduta da incontri tra i vertici del Met, la madrina del Costume Institute, Anna Wintour, e un gruppo di influenti leader della comunità ebraica newyorchese. Non sarà proposta una narrazione tradizionale di disgrazia e redenzione, ma il modo in cui il valore estetico, la responsabilità etica e il riconoscimento istituzionale si intrecciano e si influenzano reciprocamente: "Assieme agli straordinari traguardi creativi di Galliano, la mostra affronterà anche il comportamento offensivo che ha profondamente segnato la sua carriera. In questo modo, rifletteremo su come i risultati artistici debbano essere valutati alla luce dell'etica", afferma il museo in un comunicato. Britannico di Gibilterra, Galliano è considerato uno dei più importanti stilisti contemporanei, amato e indossato da celebrità come Amal Clooney, Tyla, le Kardashian e Zendaya. Alla guida di Dior dal 1996 al 2011, l'allievo della prestigiosa Central Saint Martins ha dato vita a collezioni ai confini tra alta moda e regno della fantasia. L'episodio che però ha portato Galliano alla ribalta per il grande pubblico risale al 2011 quando fu ripreso in un video mentre, ubriaco in un bar, inneggiava a Hitler e insultava gli ebrei. In seguito allo scandalo, lo stilista perse il posto e fu condannato da un tribunale di Parigi per incitamento all'odio di razza. Dopo un periodo di ostracismo e riabilitazione, nel 2014 Galliano è tornato a lavorare per dieci anni come direttore creativo di Maison Margiela. Quest'anno una collaborazione biennale con Zara è stata accolta da applausi anziché costernazione. La scelta di farne il protagonista della mostra apre comunque un punto interrogativo in un momento in cui l'antisemitismo nel mondo è in aumento. Negli anni dopo la caduta, Galliano ha trovato un'alleata importante nella Wintour: "Nessuno più di lui merita una mostra di questa portata", ha scritto al New York Times la regina della moda, secondo la quale "la carriera di Galliano non è definita da un singolo episodio, anche se è qualcosa con cui dovrà convivere per il resto della sua vita".

C.al-Tajir--BT