Riondino, errori giudiziari e processi in tv, la politica dia risposte
L'attore coprotagonista di Zustissia, sulla storia di Beniamino Zuncheddu
Come attore "ho un interesse particolare per certe storie e quando ho la possibilità di poterle studiare e raccontare non mi tiro indietro. Mi piace l'idea di poter pescare dal reale perché ritengo che il cinema italiano abbia bisogno di tornare alle storie e la realtà che viviamo è piena, è talmente piena di storie incredibili e paradossali che si fa meno fatica a cercarle nel reale che a inventarsele". Lo dice Michele Riondino, che torna ad affrontare un tema sociale in Zustissia, l'opera prima di fiction di Francesco Piras, che ripercorre il caso considerato il più lungo errore giudiziario della storia italiana recente. E' quello dell'ex pastore Beniamino Zuncheddu (interpretato da Fabrizio Ferracane), oggi 62enne, condannato all'ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nel 1991 a Sinnai, nel sud della Sardegna. La sua innocenza è stata riconosciuta con una sentenza di assoluzione solo nel 2024, dopo circa 33 anni di carcere, grazie all'impegno di un giovane avvocato, Mauro Trogu, a cui presta il volto Riondino. Il dramma giudiziario in arrivo nelle sale in anteprima l'8 ottobre in Sardegna e dal 15 in tutt'Italia con Piper Film, ha nel cast anche Geppi Cucciari, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella e Philippine Leroy-Beaulieu. In Zustissia "c'è una grandissima storia che deve essere raccontata - sottolinea - Quando ho incontrato Beniamino Zuncheddu sono rimasto spiazzato dal suo modo di fare, dalla sua gentilezza, la sua lucidità, compostezza" e "mi sono interrogato sugli errori giudiziari, e sul modo in cui noi società civile affrontiamo questi temi. Siamo troppo abituati a condannare al primo servizio del telegiornale che ci indica il mostro e siamo altrettanto pronti a condannare quel giudice che fa lo stesso errore, certo dietro uno studio delle carte, sbagliato evidentemente". Per Riondino "dobbiamo ragionare sul sistema - aggiunge - Siamo circondati da storie di indagini fatte male, con l'inquinamento delle prove, testimoni che non raccontano la verità, che vengono indotti a dire una falsa testimonianza o sono costretti a farlo o lo fanno semplicemente per scagionare qualcun altro. Il problema dell'errore giudiziario, il problema della magistratura in Italia va affrontato per la collettività". Secondo l'attore "porsi delle domande, cercare delle risposte, confrontarsi, è alla base di quello che dovrebbe essere il lavoro della politica nella ricerca di una giusta riforma della magistratura di cui tutti noi abbiamo bisogno" e allo stesso modo si dovrebbero affrontare così temi centrali come "sanità, scuola, cultura" conclude.
Z.al-Jawder--BT